LeftKiller

L'America è rock. Israele è rock. I conservatori sono rock. La libertà in economia è rock. Il pacifismo è lento. La sinistra è molto lenta. I verdi, i no global e i comunisti sono inclassificabili.

venerdì, agosto 11, 2006

Heathrow - the day after

Heathrow the day after. Does it seem the same airport? Has anything changed? Yes, much has changed...

giovedì, novembre 17, 2005

E' ufficiale: Repubblica cambia nome e diventa "Repubblica delle banane"

Ci tocca tornare a parlare di Repubblica. E' ormai chiaro che questo giornale non fa più nemmeno finta di esercitare un giornalismo degno di questo nome. Pubblica romanzi, insiste, quando vengono smentiti non prova nemmendo a difenderli ma, con molta semplicità, cambia la tesi di fondo e via, pronti per un nuovo capitolo; a tutto ciò si è aggiunto un nuovo esilarante episodio. Guardate il primo titolo di Repubblica.it di ieri mattina:


cosa se ne deduce? che esiste una clamorosa ammissione del reportage-pacco di Rainews24; non solo, ma addirittura vi è già una conseguenza: il Senato limita Bush. Per di più nientemeno che il Pentagono "ammette l'utilizzo dell'arma NON convenzionale". Naturalmente è tutto falso; su quest'ultimo punto, siamo addirittura alla follia. Guardate infatti il titolo della pagina interna:


Repubblica è riuscita a smentire sè stessa pubblicando contemporaneamente due titoli opposti riguardanti la stessa notizia: nel primo il Pentagono ammette l'uso di armi non convenzionali, nel secondo il Pentagono invece smentisce che l'arma sia non convenzionale. Incredibile.

Andiamo avanti. Ci sarebbe molto da dire anche sul fatto che il Senato "limiti" Bush (il Senato non ha limitato proprio niente!), ma non è questo il problema. Il fatto è che Repubblica collega due fatti del tutto slegati tra loro, dandogli nel titolo un rapporto di causa-effetto che esiste solo nelle teste dei giornalisti poco seri di cui Repubblica si avvale. In realtà, gli americani hanno smentito in toto il reportage di Rainews24; attenzione, Repubblica ha tutto il diritto di credere o non credere alla smentita; ma soltanto una "Repubblica delle banane" può permettersi di prendere una smentita, rigirarla, e presentarla come una ammissione, una conferma di quanto "rivelato" da Rainews24. Che dire? proponiamo all'editore di modificare la testata del giornale? "Repubblica delle banane" è anche simpatico, no?



domenica, novembre 13, 2005

Chirac: risolto il problema degli immigrati

Gli americani fanno un pò di sana ironia sulle vicende francesi. Ma è solo ironia?

Repubblica prosegue con il suo patetico romanzo sul Nigergate

Evidentemente certi media ci prendono gusto a propinarci balle spaziali. Per non essere da meno a Rainews24, Repubblica ha ripreso il suo falso scoop pubblicando una nuova puntata del suo romanzo. Da notare che ogni volta che le varie puntate vengono sbugiardate, Repubblica sposta il tiro e modifica la tesi di fondo. La vecchia era che il Sismi aveva fabbricato un dossier per dare una mano agli americani sulla ricerca di motivazioni per giustificare la guerra in Iraq. La nuova è che il Sismi ripulì il falso dossier per farlo sembrare meno falso. Ora ditemi voi se stiamo parlando di una cosa seria o di una forma di giornalismo da ricovero ospedaliero. In ogni caso è stato facile, ancora una volta, smontare tutto ciò che di nuovo Repubblica ha raccontato. Lo spiega bene il sempre ottimo Christian Rocca. Domandina finale: ma dove l'hanno messa la dignità certi giornalisti?

venerdì, novembre 11, 2005

Rainews24 e la madre di tutte le bufale

Devo confessare di essermi sbagliato. Credevo che con il cosiddetto Nigergate il giornalismo avesse toccato il fondo; ma sono bastati pochi giorni per smentirmi. Il reportage (!) di Rainews24 ha sfondato il fondo del barile. In questo momento possiamo leggere in un numero incalcolabile di blog come il reportage è stato smontato, pezzo per pezzo. Tento di riassumere i punti essenziali della "la madre di tutte le bufale".

Il reportage tentava di accreditare la tesi che gli americani hanno usato armi chimiche contro la popolazione a Falluja in spregio alle convenzioni internazionali. C'e' da dire innanzitutto che, casualmente, tutti i personaggi che vediamo nel filmato sono attivisti "anti-war". Tutti: c'e' Giuliana Sgrena, c'e' Paola Gasparoli (militante pacifista) e due ex soldati americani, Garett Reppenhagen, che fa parte nientemeno che di un gruppo che vuole l'impeachment di Bush, e Jeff Englehart, altro attivista pacifista; abbiamo poi Mohamad Tareq, presentato semplicemente come "biologo", ma che in realta' è a capo degli "Studies Centre of Human Rights in Fallujah", organizzazione che punta a promuovere accuse di crimini di guerra contro gli americani (vedere in merito anche questo blog).

Possiamo quindi dire che il reportage è farlocco perchè si vedono solo militanti antiamericani e nessuna fonte indipendente? questo crea forti dubbi, ma non è certo sufficiente a smontare la tesi di fondo del filmato. Pertanto, è necessario entrare nel merito.

L'impianto dell'accusa, se cosi' possiamo dire, si basava su 3 pilastri:

1) la testimonianza di un militare americano che conferma l'utilizzo di fosforo a Falluja

2) un filmato nel quale si vede un elicottero che, secondo il documentario, lanciava fosforo

3) alcune immagini di corpi martoriati


Vediamoli uno per uno.

Il militare americano che viene intervistato è Jeff Englehart che dice, testualmente: "I heard the order to pay attention because they were going to use white phosphorus on Fallujah. In military jargon it's known as Willy Pete". Vediamo quindi un testimone affermare che il fosforo bianco sarebbe stato utilizzato da lì a poco. Un'altra frase del militare: "I do know that white phosphorus was used, which is definitely, without a shadow of a doubt, a chemical weapon."; allo spettatore viene fatto credere che: fosforo bianco = arma chimica; quello che il militare (e il documentario) non dice è che l'utilizzo del fosforo bianco è perfettamente lecito, ed è comunemente utilizzato in operazioni militari, in quanto serve ad illuminare la zona di operazioni. Il suo utilizzo diventa illecito se viene usato per colpire direttamente la popolazione.

Di conseguenza, dimostrare che il fosforo bianco è stato utilizzato a Falluja non è una prova sufficiente per parlare di utilizzo di armi chimiche. Ad aggiungere confusione, gli viene posta la seguente domanda: "Jeff, it appears that you took part in the attack in Nov. 2004, the most dramatic one. Were any chemical weapons used in Fallujah?". Lui risponde con un semplice: "Yes". Perfetto no? un testimone oculare che conferma l'utilizzo di armi chimiche. Gia', peccato che 2 giorni fa ha smentito ciò al programma radio "Democracy now", affermando "... [I] wasn’t actually involved in direct combat [in Falluja]."

Veniamo al filmato dell'elicottero; lasciamo parlare le immagini. Ecco un fotogramma:



Ebbene , l'ottimo Wellington rivela sul suo blog che queste immagini assomigliano tremendamente a quelle che vediamo in Rete se cerchiamo fotografie di "lanci" di fosforo bianco in forma fumogena (quella legittima, per intenderci) :


dobbiamo aggiungere altro?

Veniamo ora alla prova delle prove, le immagini dei morti; si vedono corpi martoriati con i vestiti relativamente intatti; e sentiamo che sono vittime del fosforo, in quanto lo stesso brucia le parti del corpo che tocca ma non brucia i vestiti. Lo afferma Jeff Englehart ("It doesn't necessarily burn clothes, but it will burn the skin underneath the clothes.) e lo dice pure il "biologo" (in realtà militante, come abbiamo già visto) Mohamad Tareq ("...we found people dead with strange wounds, the bodies burned but the clothes intact."). Ecco la prova delle prove. Gia', peccato che non sia vero.

Ecco cosa si legge sull'Emergency War Surgery NATO Handbook: "Many antipersonnel weapons employed in modern warfare contain white phosphorus. Fragments of this metal, which ignite upon contact with the air, may be driven into the soft tissues; however, most of the cutaneous injury resulting from phosphorus burns is due to the ignition of clothing, and is treated as conventional thermal injury.".

Ops. L'esatto opposto di quanto affermato dal militare pacifista e dal curioso biologo. E non è tutto. Ecco cosa ha scritto ieri il giornale inglese Independent: "John Pike, director of the Washington-based military studies group GlobalSecurity.Org, said the smoke caused by the bombs could confuse or blind the enemy or mark a target. 'If it hits your clothes it will burn your clothes and if it hits your skin it will just keep on burning,' he said.". A questo punto, per accertarsi di aver capito bene, Scott Burgess, gestore del blog The Daily Ablution, lo ha contattato direttamente. Ecco la loro conversazione:

Daily Ablution: "Were you referring to white phosphorus or napalm?"

John Pike: "White Phosphorus."

Referring to another quote from yesterday's Independent story, I asked:

Daily Ablution: "Are burns caused by white phosphorus consistent with 'bodies burned but clothes intact'?"

John Pike: "No."

Quindi, non l'hanno raccontata giusta. In pratica abbiamo fonti oggettive che affermano cose opposte a quelle dette da militanti politici. Per non parlare del fatto che in un qualunque reportage che non sia spazzatura alla Michael Moore si cercano e si aggiungono anche le controparti. O almeno si fa finta; in questo caso invece il "succo" del reportage è contornato da altre parti sul tema "quantosonocattivigliamericani" che nulla hanno a che vedere con il tema, tradendo l'evidente volonta' di preparare un pacchetto preconfezionato.

Insomma, ci troviamo di fronte a è volgare e stupida propaganda. Ed è vergognoso che un mezzo pubblico si sia prestato a fare da contenitore per la spazzatura. Come le ha definite un blogger: balle spaziali.


giovedì, novembre 10, 2005

Fuori la Giordania dall'Iraq. Subito!

Gli attentati ad Amman dimostrano, senza ombra di dubbio, che la guerra in Iraq ha esasperato gli animi e provocato la reazione di islamici che si sono sentiti offesi per l'occupazione della loro terra. Non è quindi con la guerra che si risolvono i problemi, anzi, essa è sempre foriera di nuove catastrofi e dimostra a tutti gli effetti l'imperialismo occidentale, al quale le masse arabe si ribellano.

Ad aggravare la situazione ha poi contribuito la persistente occupazione del suolo iracheno, alla quale partecipano diversi Paesi e contro la quale lottano i resistenti, che credono nell'indipendenza delle terre arabe e alla necessità di opporsi con tutti i mezzi (compresi attentati fuori dai confini iracheni) all'imperialismo occidentale.

Alla luce degli eventi di Amman non possiamo pertanto che gridare: "fuori la Giordania dall'Iraq!". Scusate un attimo... come Carlo?... non ci sono soldati giordani in Iraq?... ma no dai, dici sul serio? non è possibile... e gli attentati? come dite? non ho capito una emerita cippa? mah, strano, di solito non mi accade: sono di sinistra. (nota: post virtuale, ma mica tanto)

mercoledì, novembre 09, 2005

I terroristi oggi non scioperano: orrore in Hotels giordani

Mentre noi siamo tagliati fuori dal mondo, grazie al solito sciopero giornalistico di stampo sovietico, il mondo va avanti, come pure i terroristi. Attentati si sono verificati poco fa in hotels di Amman, Giordania, con morti e feriti. Chi volesse seguire l'evento in questa giornata di penoso black-out informativo puo' tenere sott'occhio questi link diretti alle "breaking news" dei vari media internazionali:

Foxnews - CNN - Sky News - BBC News - Haaretz

La tremenda ironia è che, grazie ai nostri giornalisti da operetta, in questo momento gli italiani sono a conoscenza di un non-evento (l'uso delle armi chimiche a Falluja) e non sanno nulla del nuovo, vero dramma provocato dagli assassini terroristi. Complimenti davvero.

Il giorno della memoria. Un "GRAZIE!" a Ronald Reagan.

Nel giorno della memoria, nel giorno della caduta del muro di Berlino, vogliamo ricordare lo storico, straordinario discorso che l'immenso Ronald Reagan tenne il 12 giugno 1987 proprio a Berlino, proprio davanti al Muro.

"General Secretary Gorbachev, if you seek peace, if you seek prosperity for the Soviet Union and Eastern Europe, if you seek liberalization: Come here to this gate! Mr. Gorbachev, open this gate! Mr. Gorbachev, tear down this wall!"

Il discorso in versione integrale.

martedì, novembre 08, 2005

Magie di sinistra: il ritiro senza se e senza ma sparisce come il coniglio nel cappello

Ricordate le manifestazioni di un anno fa? ricordate lo slogan "ritiro senza se e senza ma"? e ricordate la penosa discussione a sinistra sul voto di rifinanziamento delle missioni all'estero, conclusasi con la stesura (!) di una mozione di ben DUE righe (vista l'assoluta impossibilita' di poter mettere nero su bianco un qualunque ragionamento sensato di politica estera) che se approvata avrebbe di fatto significato l'immediato ritiro dall'Iraq? Ebbene, tutto questo non c'e' piu'. Finito. Messo nel cestino.

Con un colpo di bacchetta magica, il "ritiro senza se e senza ma", slogan che ci avevano ripetuto sino alla nausea, diventa, parole di Fassino, "ritiro che verrà concordato con le autorità irachene e quelle internazionali, al fine di non danneggiare il processo democratico che si è messo in moto in Iraq" (Tg1 7/11). In pratica, la stessa, identica, precisa posizione del centrodestra italiano! La cosa buffa di questa storia è che vogliono farci credere che no, non è mica cambiato nulla, questa è da sempre la loro posizione. Certo, come no. Ci credono tutti fessi?

Ci spieghino piuttosto perchè nel 2004 era necessario ritirarsi immediatamente, senza tante storie, mentre a metà 2006, ben due anni dopo, si farà un "calendario" di ritiro. Vi risulta che la parola "calendario" sia stata usata nel 2004? A me risulta che l'intero centrosinistra votò contro il rifinanziamento della missione al fine di provocare l'immediato "strozzamento" della nostra missione di pace.

E' evidente che il centrosinistra non è minimamente in grado di garantire alcunchè di coerente in politica estera, esattamente come accadde nella scorsa legislatura. Questa volta è pure peggio, perchà hanno pensato bene di mettere insieme i filocastristi alla Diliberto con i filoamericani ad oltranza alla Capezzone; ma di questo parleremo un'altra volta.